Stellantis, dalla politica l’attacco più duro: “Andrà in Marocco”

Dure le parole della politica italiana nei confronti dell’amministratore delegato di Stellantis. Il colosso automobilistico non convince il governo.

Periodo molto complesso per Stellantis che, a seguito di una serie di manovre aziendali, è finita sotto l’attacco della politica italiana. Pesanti le dichiarazioni che sono arrivate prima da Carlo Calenda e poi da Giorgia Meloni. Il segretario di Azione e il presidente del Consiglio, seppur distanti rispetto alle opinioni politiche, si sono trovati d’accordo sulle posizioni di Stellantis.

Attacco Stellantis
Carlos Tavares attaccato dalla politica italiana, subito la replica (ansafoto.it) puntogar.it

L’accusa principale è rivolta al trasferimento che Stellantis starebbe compiendo, abbandonando sempre di più l’Italia. “Hanno messo in vendita sui siti immobiliari le sedi delle nostre storiche aziende italiane, le lezioni di italianità da questi pulpiti anche no”, ha replicato la Meloni ad un articolo publicato su Repubblica che criticava le privatizzazioni del governo.

“L’Italia è diventata per loro un mercato qualunque e chiedono soldi ai governi e incentivi per mantenere quel minimo di presenza a cui sono arrivati”, ha dichiarato Carlo Calenda, affermando inoltre di avere una lettera che Stellantis avrebbe inviato ai fornitori italiani per spostare gli investimenti in Marocco.

Stellantis, la replica di Tavares non si è fatta attendere

Nella lettera, pubblicata da Il Foglio, Tavares presenta le attività in Marocco ed una brochure con i fondamentali dell’economia marocchina. Un vero e proprio invito, indirizzato ai fornitori, a trasferirsi in Marocco per approfittare dei costi bassi.

Attacco Stellantis
Lo stabilimento di Atessa, produzione di furgoni Stellantis (ansafoto.it) puntogar.it

Subito è arrivata, però, la replica di Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis. “Abbiamo più di quarantamila dipendenti in Italia  che lavorano duramente per adattare l’azienda alla nuova realtà decisa dai politici. Questa realtà sta richiedendo una trasformazione profonda e veloce delle nostre aziende. Chiedo rispetto, non credo che i dipendenti italiani abbiano apprezzato le dichiarazioni dei politici. Il dialogo con governo italiano proseguirà, vogliamo proteggere i nostri stabilimenti in Italia”, ha dichiarato Tavares.

Cosa accadrà, dunque? Intanto Tavares ha confermato l’impegno di Stellantis negli stabilimenti italiani, in particolare quello di Atessa. Non sono mancate, però, le critiche di Tavares alla politica italiana. “L’Italia è tra i Paesi che investono meno nell’elettrico. Possiamo produrre un milione di auto in Italia, ma ci servono degli incentivi. Se il governo vuole portare un altro produttore noi siamo pronti a competere, ma bisogna poi affrontare le conseguenze della guerra”, ha concluso Tavares.

Occhio alle prossime mosse, che rischiano di creare un solco profondissimo tra il colosso automobilistico ed il governo italiano.

 

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