Il colosso delle quattro ruote costretto a risarcire tutti: danni milionari per l’azienda

Il grande colosso automobilistico è stato costretto a un maxi risarcimento. Dietro il fatto c’è uno scandalo che sta inquietando il mondo.

Non sono molti i gruppi industriali che si contendono il mercato mondiale dell’automobile. I marchi si sono concentrati tra pochi competitor di livello universale e non sempre ci rendiamo conto che ognuno ha un ricco portafoglio di marche, magari un tempo in competizione ma oggi parte di una unica offerta, che si differenzia in termini di marketing, ma non sempre come contenuto automobilistico.

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Risarcimento auto (puntogar.it – Canva)

Ma anche i colossi dell’auto possono sbagliare. Lo abbiamo visto purtroppo in un caso specifico che ha fatto molto effetto all’interno del settore professionale in questione. Parliamo dell’azienda giapponese Daihatsu, controllata di Toyota, che si è rivelata essere invischiata in un affare legato a crash test falsificati.

Una situazione assolutamente gravissima e che va totalmente in controtendenza rispetto a quello che una società produttrice di auto dovrebbe fare: assicurare la sicurezza di ogni singolo veicolo che vende. Adesso, comunque, quest’azienda ha preso una decisione davvero improtante a riguardo.

Daihatsu, arriva la decisione definitiva: i dettagli

Prima lo scandalo, poi il blocco della produzione e infine il risarcimento. La Daihatsu compenserà i 423 fornitori nazionali con cui ha rapporti commerciali diretti, e lo farà proprio per il blocco della produzione dei suoi stabilimenti presenti in Giappone. A farlo sapere è un portavoce dell’azienda. Viene spiegato dallo stesso che il marchio in questione non intende riprendere la produzione fino alla fine di gennaio 2024. I prodotti non conformi sarebbero dovuti emigrare in alcuni mercati strategici quali Thailandia, Indonesia, Malesia, Cambogia, Vietnam, Messico, Ecuador, Perù, Cile, Bolivia e Uruguay.

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Daihatsu, ecco il risarcimento dopo il crash test gate (puntogar.it – Ansa)

Le cose però non sono andate per niente come previsto dalla società di cui vi stiamo parlando. Ed ecco perché adesso appare molto meno lucente il futuro dell’azienda. La Daihatsu, in ogni caso, prenderà in considerazione la possibilità di compensare i fornitori in base ai volumi di affari intercorsi, valutando l’impatto economico e mediatico dello stop, ma anche l’effetto che questo avrà sulla sua rete di fornitori, dal più piccolo al più grande. Attualmente l’azienda giapponese ha ripreso la produzione di auto a marchio Perodua in due stabilimenti gestiti insieme alla Perodua.

Venerdì scorso, inoltre, ha ricominciato a consegnare veicoli dalla filiale in Indonesia: PT Astra Daihatsu Motor. E’ difficile effettuare previsioni sui prossimi mesi del brand controllato dalla Toyota, ciò che è sicuro però è che questo brand si trova in una situazione assolutamente difficoltosa e da gestire nel miglior modo possibile. Oltre alla perdita di soldi, infatti, a rischio c’è anche qualcosa dal valore inestimabile: la credibilità.

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