Dai sogni alla bancarotta: salta la gigafactory, motivazione allucinante

Bancarotta ormai a un passo per un’azienda che si proponeva di rivoluzionare il settore dell’elettrico con la sua gigafactory: cos’è successo?

Un sogno ambizioso tanto quanto irrealistico, potremmo dire oggi. Dopo le tante promesse, infatti, in questi giorni è emersa la drammatica realtà: quella che doveva essere la più grande gigafactory in Europa non si farà. Peggio, l’azienda che la voleva costruire, che si proponeva come il nuovo nome dell’industria sostenibile a livello internazionale, è a un passo dalla bancarotta. Un flop che malauguratamente riguarda direttamente anche l’Italia, coinvolta nel progetto in maniera diretta.

Bancarotta per Italvolt: niente gigafactory
Un’esempio di gigafactory che funziona: quella di Tesla in Germania. (Ansa Foto) Punto GAR

Stiamo parlando della crisi che ha colpito Italvolt, una delle aziende più promettenti degli scorsi anni. Nel 2021 l’imprenditore svedese Lars Carlstrom aveva deciso di dare vita a questo progetto, costruendo proprio in Italia la principale gigafactory in Europa dedicata alla produzione di di accumulatori agli ioni di litio. Dopo aver venduto le quote della sua precedente azienda – Britishvolt, nata con miglior successo nel Regno Unito – Carlstrom aveva iniziato a raccogliere finanziatori per questa nuova impresa.

L’annunciata gigafactory avrebbe dovuto vedere la luce nell’area di Scarmagno, tra Ivrea e Torino, e si proponeva come uno dei nuovi poli globali dell’industrializzazione verde. Invece, meno di tre anni dopo e senza grandi passi avanti, il progetto ora è stato abbandonato e l’azienda è sul punto di sparire. Secondo quanto riportato da ‘Milano Finanza’, il Tribunale del capoluogo lombardo ha ammesso Italvolt al procedimento unitario di composizione della crisi, anticamera della bancarotta.

Niente più gigafactory: i motivi della crisi di Italvolt

Un progetto da sogno, e destinato a rimanere tale. Di fatto, il lavoro di Italvolt non è mai neppure iniziato, e Lars Carlstrom dà la colpa alla burocrazia italiana, che avrebbe causato molti rallentamenti nelle fasi iniziali del progetto. Questi problemi avrebbero di conseguenza allontanato potenziali investitori, minando alle fondamenta l’azienda dell’imprenditore svedese, che quindi non è mai riuscita a decollare.

Bancarotta per Italvolt: niente gigafactory
È già fallito il progetto di Italvolt. (Italvolt) Punto GAR.

Che sia tutto qui, però, è ancora da dimostrare. Italvolt, a fine 2022, aveva aveva debiti per 5,5 milioni su un attivo di quasi 10 milioni, ma la situazione era poi andata peggiorando rapidamente. Nel marzo 2023, scrive ancora ‘Milano Finanza’, le perdite ammontavano ancora a 3,8 milioni. Carlstrom aveva annunciato una ricapitalizzazione da 20 milioni, che però non si è mai verificata, e ha così dovuto abbattere il capitale societario per mitigare la crisi. Evidentemente, però, senza ottenere gli effetti sperati.

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