Batosta Fiat, inizia una nuova era: esce di produzione

La Fiat e Stellantis hanno preso una decisione molto forte, che di sicuro farà discutere. Ecco tutti i dettagli della vicenda.

Il marchio Fiat si prepara per un 2024 nel quale porterà alla luce una delle auto più attese sul mercato, vale a dire la nuova Panda, che diventerà un SUV di Segmento B. Quest’auto, come vedremo tra poco, ha già scatenato un gran numero di polemiche, dal momento che sarà prodotta in Serbia e non in Italia, una cosa che mai era successa prima per la citycar più amata e venduta del nostro paese.

Fiat che batosta
Fiat brutta notizia – Puntogar.it

La Fiat, tramite Stellantis, sta prendendo decisioni non proprio ottimali, ed ora anche i lavoratori sono molto preoccupati. Infatti, è stata appena resa nota un’altra decisione a dir poco assurda, che riguarda il blocco alla produzione di due modelli che hanno fatto la storia delle quattro ruote. Andiamo a vedere cosa bolle in pentola per un futuro che non è di certo roseo.

Fiat, addio alla 500X ed alla Jeep Renegade

Da diverso tempo è noto come la Fiat abbia preso una forte decisione, ovvero quella di chiudere la produzione della 500X. Parliamo del SUV che era stato lanciato sul mercato nel 2014, una versione più muscolosa che ricalcava comunque le forme della piccola utilitaria. Da qualche tempo si è fermata la produzione dell’altro modello, ovvero la 500L, ed ora toccherà anche a lei, che inizialmente sarebbe dovuta restare nella gamma, al fianco della neonata 600e.

Fiat 500X addio alla produzione
Fiat 500X in mostra (ANSA) – Puntogar.it

Ed invece, Stellantis ha deciso di fermare sia la 500X che la Jeep Renegade, un cambiamento non da poco che diventerà attivo praticamente sin da subito. Tutto ciò porta ad un grave stato di incertezza in uno degli stabilimenti più famosi della holding multinazionale olandese, vale a dire quello situato a Melfi, in Basilicata, dove la conversione alla produzione di auto elettriche preoccupa e non poco.

Il 2024 non è di certo partito con il piede giusto, con un lavoratore che ha affermato: “Chi è stato in Francia ci ha detto che con le nuove auto elettriche non arriverà tutto il blocco, ma monteremo pezzo per pezzo, quindi a pagare pegno per primi potrebbero essere i lavoratori dell’indotto. Per loro ci sarà ancora meno lavoro a disposizione“.

Anche se sembra incredibile, le auto elettriche sono più facili da assemblare delle termiche, cosa che rende meno utile il lavoro di un nutrito gruppo di operai. Inoltre, in questo periodo sta facendo discutere e non poco la gestione degli stabilimenti italiani da parte di Stellantis, con la nuova Fiat Panda che, ad esempio, non sarà prodotta a Pomigliano d’Arco, ma in Serbia.

I lavoratori si lamentano del fatto che auto a basso costo vengono rimpiazzate con elettriche da 70.000 euro, che in pochissimi vogliono, e che inoltre, portano ad un calo della produzione, e quindi del lavoro a disposizione. La follia delle emissioni zero, che non entrano nel cuore della clientela, sta mietendo le prime, importanti vittime, e la speranza è che i grandi gruppi tornino sui loro passi prima che sia troppo tardi.

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