Auto a GPL in Italia, occhi aperti: se non lo sai, rischi grosso

Chiunque possieda un’auto a GPL deve essere a conoscenza di questi divieti, il rischio in caso di mancato rispetto è molto alto.

In un periodo storico in cui i motori termici sembrano al passo d’addio in favore di quelli completamente elettrici, la maggior parte degli automobilisti possiede ancora vetture alimentate a carburante. Questo perché la transizione all’elettrico è molto costosa, inoltre le vetture con motori full elettric non assicurano ancora la stessa resa e affidabilità, motivo per cui anche chi accoglie la novità si getta sulle ibride.

Auto a GPL in Italia, bisogna fare attenzione
La gestione e la manutenzione dell’auto a GPL in Italia richiede la massima attenzione per non rischiare – puntogar.it

Il problema per chi non si può permettere il passaggio all’elettrico o all’ibrido è che il costo del carburante è soggetto ad aumenti e ci sono momenti dell’anno in cui utilizzare la vettura comporta un esborso economico importante. Proprio per questo motivo, già da diversi anni c’è chi ha fatto installare nella propria auto – diesel o benzina che sia – un impianto GPL e chi ha acquisito modelli costruiti già con questo sistema.

Il GPL è una miscela di butano e propano che viene resa liquida e che ha un’alta carica energetica. I serbatoi delle auto che lo contengono sono in acciaio e costruiti in modo tale da consentire ai due gas di rimanere in forma liquida. Tuttavia le temperature raggiunge dal GPL non sono sufficienti ad accendere e scaldare il motore.

Per questa ragione gli impianti GPL più vecchi necessitavano dell’utilizzo della benzina sia per l’accensione che per la marcia, adesso quelli più nuovi richiedono l’utilizzo della benzina solo per l’accensione e per i tratti di strada in cui si deve tenere una velocità di crociera maggiore.

I benefici economici di questa tipologia di vettura sono venuti meno quando è scoppiata la guerra in Ucraina, visto che la maggior parte del GPL che giungeva in Italia proveniva dalla Russia e che l’inizio della guerra ha sancito anche un’interruzione della fornitura. Attualmente la situazione è migliorata, ma la gestione di simili vetture richiede comunque una maggiore accortezza e forse oggi non è più consigliabile prenderne una.

Auto a GPL, le limitazioni nel parcheggio: se non si rispettano le regole i rischi sono enormi

Come detto gli impianti a GPL richiedono maggiore attenzione e manutenzione. I serbatoi di benzina e diesel sono in plastica e possono anche rimanere quelli originali se non presentano problematiche, perdite o malfunzionamenti. Quelli per il GPL sono in acciaio e maggiormente soggetti a corrosione, motivo per cui vanno sostituiti ogni 10 anni.

Auto a GPL in Italia, bisogna fare attenzione
Solo le auto a GPL che rispettano i requisiti Ece/Onu 67/01 del 2001 possono essere considerare sicure – puntogar.it

Per quanto riguarda la manutenzione di questi impianti, oltre all’obbligo di sostituzione del serbatoio ogni 10 anni, c’è anche quello di revisione: la prima volta dopo 4 anni dall’immatricolazione e quelle successive ogni 2 anni. Sostituzione e revisione vanno effettuate solo nei centri abilitati che rispettano gli standard di sicurezza.

Dal 2001 in poi, infatti, i serbatoi per il GPL dovrebbero essere conformi alle normative Ece/Onu 67/01 che dovrebbero assicurare un rischio minore di perdita di gas. Se le auto rispettano questa normativa vi sarà traccia sulla carta di circolazione e potranno essere considerate sicure come quelle a benzina o diesel.

In tal caso non esistono limitazioni, le auto a GPL possono essere parcheggiate nei piani interrati dei parcheggi. Nel caso contrario il proprietario del veicolo dovrà informare il gestore del parcheggio e questo dovrà chiaramente indicare i posti in cui è possibile parcheggiare il veicolo in totale sicurezza.

In caso di impianti GPL che non raggiungono gli standard Ece/Onu 67/01, le auto vanno parcheggiate all’esterno, o nei piani non interrati con un sistema di ventilazione a norma e che non hanno collegamento con i piani inferiori, questo perché il gas tende a scendere verso il basso. I piani interrati sono vietati anche nei condomini, divieto che può essere modificato in fase di riunione condominiale se la maggior parte dei condomini accetta la richiesta del proprietario dell’auto.

In caso di viaggio con traghetto, il possessore di auto con impianto GPL dovrà indicarlo in fase di prenotazione e dovrà farlo presente anche a chi gestisce i parcheggi, permettendo loro di posizionare l’auto nei punti più sicuri dell’imbarcazione. Il mancato rispetto di queste regole, oltre a comportare una multa in caso venga scoperto, potrebbe avere conseguenze ben più gravi dell’esborso di denaro.

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